header image
Home arrow Composizioni arrow Brani arrow Spiegazione Opere Principali
Spiegazione Opere Principali PDF Print E-mail


Colapisci e il ponte sospeso (2003) Opera lirica in  atto unico per soli, ensemble strumentale e nastro magnetico su libretto di Federico Berti (secondo premio ex-equo e menzione d'onore al Concorso internazionale di composizione Gino Contilli di Messina 2003)

Il concorso messinese ha ispirato un tema che potesse adattarsi all'immaginario locale e in particolar modo allo Stretto su cui si affaccia la città ospite, i suoi personaggi, la sua madonna in pietra, l'eco dei pescatori e il canto delle sirene. Ecco allora che il caso del ponte sospeso, discusso su tutti i giornali, viene a trovare nel patrimonio leggendario più antico una chiave di lettura suggestiva, cui la musica ha poi il compito di infondere il soffio divino dell'arte.
La poetica musicale è basata sul concetto lirico-drammatico affidato alle voci soliste e ai due cori dei pescatori e delle sirene (su nastro) spesso utilizzati come doppio coro battente.
Le tecniche compositive utilizzate sono molteplici e vanno dal denaturamento timbrico del suono degli archi, usati con insistenza come suoni armonici di sfondo, ad un largo uso del contrappunto (canoni, fugati ecc.); dall'impiego di fasce sonore più o meno articolate, ad una predilezione verso un certo tipo di cantabilità affidato ai legni e agli ottoni, come fossero realmente voci umane, di narrazione (affidato in questo caso alla Vecchina, voce recitante dell’opera).
L’armonia è basata in gran parte sul totale cromatico; vi è nell’opera un largo impiego di melodie popolari siciliane (gridi, ritmo della tonnara, canti di venditori di pesce spada,ecc.) spesso utilizzate in filigrana, o sovrapposte, tanto da divenire magmi sonori.
Questi elementi uniti alla costante ricerca del raggiungimento dei punti culminanti, sono ottenuti con sfumature musicali che vanno da grosse macchie di suono a tenui acquerelli.
Una particolare attenzione è stata data al disegno musicale e al rapporto tra testo e musica, con chiari richiami a momenti madrigalistici.
Al nastro magnetico, infine è affidato il ruolo di ampliamento della gamma espressiva che contribuisce a creare un clima surreale ed inquietante: i flauti peruviani emettono suoni di bordone sovrapposti a melodie semitonali, glissati che riecheggiano i lamenti  delle sirene morte, come se le loro anime potessero riaffiorare dagli abissi del mare. (Daniele Venturi)

Quattro lembi di cielo (2003-2005) per violino solo  Prima esecuzione: Casa Della Musica di Parma  11 settembre 2005  Irvine Arditti-violino

L’idea immaginaria iniziale è quella del violinista che suona all’interno di una tempesta.
Gli effetti strumentali (glissati,vibrato espressivo,denaturazione del suono ecc.) sono pensati in funzione della poetica del brano, utilizzando un violinismo quasi funambolico che si alterna ad alcuni sprazzi rapsodici di carattere fantastico fino a raggiungere momenti di grande lirismo.
La divisione formale è suggerita dal nome stesso del brano: "Quattro lembi di cielo" come quattro tempi musicali di carattere contrastante.
La struttura è costruita su campi armonici che vengono ripetutamente trasposti;  il melos, è ottenuto da spazializzazionicampi armonici.
La figura musicale prende così forma e diviene un oggetto sonoro, che appare e scompare da una sorta di foschia nebulosa.
Il violino viene così portato al limite estremo  della propria estensione mentre l’esecutore suona come se fosse sempre "sul filo di lana"... (Daniele Venturi) (proiezioni sonore nello spazio) di questi

Bagliori (2005) per oboe, corno inglese, clarinetto e fagotto
Prima esecuzione nella versione elettronica: Casa Rossini di Lugo (Ra) Festival di Arte Contemporanea Fuori di sè  17 dicembre 2006

Il brano è strutturato su un' armonia che alterna porzioni di totale cromatico organizzati a distanza irregolare di toni e semitoni, dove le altezze non temperate sono utilizzate come  ornamentazioni di carattere espressivo.
Grande è l'uso del contrappunto: dal contrappunto imitativo più o meno stretto, ad aumentazioni e diminuzioni dello stesso materiale musicale.
L’armonia è sempre tesa, pur alternando nel corso orizzontale delle voci dei momenti di distensione poetico-musicali: sono proprio quei bagliori che si intravedono in certe notti estive.
Il brano sembra visto dall'occhio di un gran d’angolo fotografico, in un continuo gioco di luci e ombre, dove i ripetuti cambi dinamici contribuiscono a dare nuova luce al pezzo e contrastano  con la staticità temporale.
La ricerca della cantabilità degli strumenti e il graduale ampliamento del registro strumentale creano un’atmosfera vagamente spaziale, dovuta anche al  riverberare di altezze già sentite (ridondanza sonora).
L’elemento cromatico finale presente al fagotto di carattere conclusivo, contrasta con i lunghissimi suoni di  sfondo
affidati alle altre voci. (Daniele Venturi)

Color (2006) per viola sola
Prima esecuzione: Casa Della Musica di Parma  23 settembre 2006 Garth Knox-viola

Il brano è principalmente monodico, ed è costruito sul totale cromatico (dodici semitoni), diviso  in tre serie speculari, con funzioni dialettiche contrastanti.
Nel pezzo c'è lo sviluppo di una ricerca etnomusicologica della forma musicale del lamento, che nel mondo popolare è una delle massime forme di espressione degli aspetti dolorosi.
L'imitazione del colore vocale presente nei glissandi, è alternato al colore strumentale dei passaggi virtuosistici, simili a grandi cadenze rapsodiche.
Le principali tecniche compositive utilizzate sono : la spazializzazione,  la trasposizione, la polifonia e la variazione ritmico-figurale del materiale musicale di partenza.
I ripetuti slanci lirici, contrapposti a suoni isolati, creano nell'ascoltatore un notevole senso di sospensione (attesa), enfatizzata dalla costante presenza di pause.
Un continuo gioco di suoni e di silenzi, l'utilizzo di ogni sorta di attacco del suono (jetè, glissati,ecc.), la presenza di numerose sfumature del vibrato e i vari punti d'attacco dell' arco sulle corde (al ponte, al tasto ecc.), divengono gli elementi strutturanti della poetica musicale.
La zona formale che precede la conclusione è caratterizzata dall'utilizzo dello strumento in maniera percussiva, la viola si trasforma  realmente in un ensemble di percussioni.
I ritmi irregolari, uniti a una notevole velocizzazione del tempo contrastano con la lentezza temporale delle zone precedenti.
Tutte le cadenze  hanno un carattere improvvisatorio e riecheggiano la libertà d'esecuzione e d'espressione dei suonatori zigani di strada.
Nel graduale sfuocamento sonoro che conduce alla conclusione del brano è presente l'idea dell'ebbrezza, della perdità graduale della lucidità, in una sorta di folleggiare di suoni luminosi e ombre sonore. (Daniele Venturi)